Si, i messaggi WhatsApp sono documenti informatici ai sensi dell'art. 2712 c.c., pienamente utilizzabili in giudizio come prova documentale del prestito, soprattutto se non contestati in modo specifico e circostanziato.
Nel caso di specie, l’ex compagna aveva ricevuto somme per estinguere un finanziamento personale e, in chat WhatsApp, aveva rassicurato che le avrebbe restituite.