Il caso
Due sorelle, residenti negli Stati Uniti, arrivano in Italia con la madre per le vacanze estive. La donna decide di non riportarle negli USA e il padre chiede il rimpatrio. Ascoltate dal giudice, entrambe manifestano una netta opposizione al ritorno.
Il Tribunale per i minorenni di Trieste: dispone il rientro negli Stati Uniti ritenendo che il rifiuto delle minori sia influenzato dal conflitto genitoriale e dal possibile condizionamento materno. La madre non esegue l’ordine di rientro e ricorre in Cassazione.
La Cassazione: annulla il decreto. Il giudice non può disattendere l'opposizione delle minori senza prima accertarne la capacità di discernimento e verificare, attraverso approfondimenti istruttori, se il rifiuto sia autentico, motivato e fondato su circostanze concrete.
Un’opposizione al ritorno chiara, motivata e specifica non può essere ignorata sulla base del solo sospetto che il genitore responsabile della sottrazione abbia manipolato il minore.
La causa è rinviata al Tribunale per i minorenni di Trieste, in diversa composizione, che dovrà ascoltare nuovamente le sorelle e accertare se abbiano maturità sufficiente a comprendere le conseguenze del rifiuto, se l’opposizione persista e se sia espressione di una volontà autonoma, genuina e fondata su circostanze concrete e verificabili.