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Le piattaforme social network e il reato di molestia e di disturbo alle persone. Commento alla sentenza Cass. pen., Sez. I, 3 ottobre 2023 n. 40033
A cura di Marco Di Nicolò

Molti sono i modi in cui si può arrecare una molestia o un disturbo ad una persona, questo lo sappiamo tutti, purtroppo.

Alcune di queste modalità, con il passare del tempo, si sono modificate perché, anche in questo ambito, la tecnologia ha aiutato chi, convinto delle sue ragioni, ha voluto molestare o disturbare la propria vittima.

Social network, messaggistica istantanea, forum, recensioni su marketplace, insomma ogni mezzo di comunicazione informatico è ormai a nostra disposizione per comunicare e condividere, ma nel farlo una variegata tipologia di reati viene commessa.

Non fa eccezione il reato di molestia o disturbo alle persone di cui all’art. 660 c.p.

Prima dell’avvento dei social network o, più in generale, dell’utilizzo degli smartphone le molestie o il disturbo alle persone poteva avvenire tramite l’uso del telefono; ricordiamo tutti le chiamate notturne senza una risposta, le telefonate insistenti e petulanti che proponevano incontri galanti non corrisposti oppure scherzi telefonici ripetuti e intollerabili. Queste erano le modalità con le quali solitamente si disturbava qualcuno utilizzando il telefono.