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LESSICO DI DIRITTO DI FAMIGLIA®
RICONOSCIMENTO TARDIVO DEL FIGLIO NATO FUORI DAL MATRIMONIO

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Il problema sociale del riconoscimento tardivo dei figli nati fuori dal matrimonio

Un volume dell’Istat pubblicato nel 2014 (“Avere figli in Italia negli anni 2000”) ha analizzato le dinamiche riproduttive delle donne in Italia, sfruttando il potenziale informativo relativo ad indagini su oltre 17.000 madri condotte dall'Istat nel 2002, nel 2005 e nel 2012.

La ricerca informava che nel 2012 a fronte di 534.186 nascite in Italia circa il 2,1% erano nascite avvenute da madre nubili (ragazze madri) di età compresa tra i 14 e i 19 anni. Un fenomeno in crescita nel nostro paese, anche in regioni del nord come la Lombardia, mentre qualche anno fa la percentuale di ragazze madri si concentrava in Campania e in Sicilia. Secondo le statistiche il 68% dei padri lascia il nucleo familiare prima della nascita del figlio, rendendo la situazione economica della giovane mamma più complicata, in quanto, oltre a dover portare avanti la gravidanza, deve cercare un modo per mantenere se stessa e poi il figlio.

È soprattutto questo il contesto generale di riferimento delle problematiche giuridiche del riconoscimento tardivo del figlio nato fuori dal matrimonio. Figli che nascono senza essere riconosciuti dal padre e che molti padri, però, chiedono in seguito, spesso molti anni dopo, di riconoscere.

Si tratta di situazioni in cui una ragazza porta avanti la gravidanza da sola, partorisce e si prende poi cura del figlio da sola, magari anche per molti anni.

In seguito la madre e il figlio potranno sempre chiedere che il tribunale dichiari la paternità.

Spesso, però, avviene che dopo la nascita del figlio sia lo stesso padre a farsi di nuovo vivo intenzionato a riconoscere il figlio di cui si era disinteressato.

Gianfranco Dosi
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Lessico di diritto di famiglia