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LESSICO DI DIRITTO DI FAMIGLIA®
PRINCIPIO CONTRIBUTIVO

I

Il principio contributivo

L’art. 143 del codice civile dopo aver disposto nei primi due commi che con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri e che dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione, al terzo comma prevede che “Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.

Simmetricamente l’art. 1, comma 11, della legge 20 maggio 2016, n. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze) dopo aver chiarito che con la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri e che dall'unione civile deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione, espressamente dispone che “Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni”.

Per quanto concerne i conviventi di fatto la medesima legge 20 maggio 2016, n. 76 al comma 36 dell’art.1 dispone che “Ai fini delle disposizioni di cui ai commi da 37 a 67 si intendono per: «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile”.

Il nostro sistema giuridico prevede, perciò, un’obbligazione contributiva a carico dei coniugi (tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia) e delle parti dell’unione civile (tenute a contribuire ai bisogni comuni) e presuppone tra due conviventi di fatto l’esistenza di vincoli “di reciproca assistenza morale e materiale” ai quali non viene espressamente attribuita la natura di un obbligo giuridico. La legge sulle convivenze di fatto non equipara, quindi, alle obbligazioni contributive coniugali i doveri morali di assistenza reciproca da cui i conviventi si sentono legati; presuppone che vi siano ma non li trasforma in doveri giuridici.

Gianfranco Dosi
Lessico di diritto di famiglia