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LESSICO DI DIRITTO DI FAMIGLIA®
ORDINE AL TERZO DI VERSAMENTO DELL'ASSEGNO DI MANTENIMENTO

I

Come è disciplinato il versamento diretto dell’assegno da parte del terzo debitor debitoris?

Nel nostro sistema giuridico il terzo debitor debitoris può essere chiamato a versare direttamente a chi è titolare della pretesa al mantenimento l’assegno non corrisposto dal coniuge (o ex coniuge) o dal genitore obbligato al versamento (cosiddetto ordine di distrazione).

Questa possibilità realizza una delle più significative garanzie previste nel codice civile (art. 156, sesto comma introdotto con la riforma del 1975) e nella legge sul divorzio (art. 8, terzo e quarto comma introdotti nel 1987) - e riproposta per il mantenimento dei figli dall’art. art.3, secondo comma, della legge 10 dicembre 2012, n. 219 - a tutela dell’adempimento delle obbligazioni di mantenimento. La garanzia è destinata ad operare tutte le volte e soltanto quando il coniuge o il genitore obbligato è a sua volta creditore di una prestazione periodica pecuniaria (in genere da lavoro dipendente).

La disciplina non è uniforme nel senso – come meglio si vedrà - che in caso di inadempimento alle obbligazioni di separazione è necessario l’intervento del giudice, mentre in caso di inadempimento alle medesime obbligazioni ma disposte in sede divorzile è lo stesso beneficiario a poter pretendere il versamento diretto. Per l’inadempimento, invece, alle obbligazioni di mantenimento verso i figli la riforma del 2012 (legge 10 dicembre 2012, n. 219) ha introdotto, come si dirà, un sistema di non univoca interpretazione.

Se non vi fosse la possibilità della garanzia della distrazione (che non è l’unica, essendo anche prevista, sulla base dei medesimi presupposti, la possibilità di richiedere il sequestro dei beni dell’obbligato) l’interessato sarebbe inevitabilmente sempre costretto a promuovere, in caso di inadempimento o di adempimento parziale, le procedure esecutive, con l’aggravio che, trattandosi di prestazioni periodiche inadempiute, la procedura sarebbe ancor faticosa e senza alcuna garanzia per l’adempimento futuro. Il ogni caso il ricorso alla procedura esecutiva – anche presso terzi - resta sempre inevitabile per il recupero di arretrati non corrisposti in quanto, pacificamente, le norme in questione autorizzano il versamento diretto da parte del terzo dell’assegno solo per il futuro e non per il passato.

La garanzia della distrazione si è rafforzata nel tempo in connessione con plurime sentenze della Corte costituzionale – di cui si darà conto tra breve – che hanno ampliato la portata della disposizione prevedendola praticamente in tutti casi di inadempimento del mantenimento sia coniugale che verso i figli e come misura di competenza non del solo collegio (con la sentenza o con il decreto camerale di modifica ex art. 710 c.p.c. o art. 9 legge divorzio o in sede di impugnazione) ma anche del giudice istruttore. Inoltre, come si avrà anche modo di chiarire, la riforma sulla filiazione del 2012 ha praticamente esteso a tutti i figli (nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio) le stesse garanzie patrimoniali consentendo quindi di uniformare e rafforzare questo speciale mezzo mezzi di tutela (art.3, secondo comma, della legge 10 dicembre 2012, n. 219).

Gianfranco Dosi
Lessico di diritto di famiglia