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LESSICO DI DIRITTO DI FAMIGLIA®
MORTE PRESUNTA

I

I casi in cui si può dichiarare la morte presunta

Alla dichiarazione giudiziaria che una determinata persona si presume morta si giunge in seguito al decorso del tempo trascorso dal momento in cui quella persona è scomparsa. Il decorso del tempo necessario per giungere alla dichiarazione di morte presunta varia, come si vedrà, a seconda delle circostanze della scomparsa.

In altra parte[1] si è detto che il fatto di non comparire più nel luogo dell’ultimo domicilio senza che vi siano notizie circa il luogo in cui la persona scomparsa si trova, determina la possibile apertura di procedure di conservazione e di amministrazione del beni dello scomparso che sono procedure non necessitate ma solo eventuali. Si tratta della eventuale nomina di un curatore dello scomparso (art. 48 c.c.); della eventuale dichiarazione di assenza (art. 49 c.c.) e della possibile immissione degli aventi diritto nel possesso temporaneo dei beni dell’assente (art. 50 c.c.): se vi sono particolari esigenze di tutela e di protezione del patrimonio dello scomparso, può essere richiesta l’attivazione di queste procedure. La scomparsa di una persona non determina quindi necessariamente né l’attivazione delle misure di natura cautelare a tutela del patrimonio dello scomparso, né l’attivazione dello stesso procedimento che si conclude con la dichiarazione di assenza, tanto è vero che alla dichiarazione di morte presunta si può giungere “anche se sia mancata la dichiarazione di assenza” (art. 58, ult. Co, c.c.).

I casi in cui il tribunale può giungere alla “dichiarazione di morte presunta” sono individuati in relazione alla sovrapposizione del dato temporale (trascorrere di un tempo determinato) ad un dato dipendente dalle particolari circostanze della scomparsa.

a) Quando sono trascorsi dieci anni dal giorno in cui risale l’ultima notizia dell’assente (art. 58 c.c.). Questo termine dei dieci anni decorre quindi dal giorno dell’ultima notizia di una persona scomparsa e non presuppone che vi sia stata una dichiarazione di assenza: come sopra detto l’ultimo comma dell’articolo in questione prescrive che alla dichiarazione di morte presunta si può giungere “anche se sia mancata la dichiarazione di assenza”.

b) Quando sono trascorsi due anni dal trattato di pace o tre anni dalla fine delle ostilità in caso di scomparsa in operazioni belliche (art. 60, n. 1 c.c.) ovvero quando sono trascorsi due anni dal trattato di pace o tre anni dalla fine delle ostilità in caso di persona che si sa essere stata fatta prigioniera dal nemico (art. 60, n. 2 c.c.). Si tratta di ipotesi inserite nel codice civile a seguito degli eventi bellici del primo dopoguerra e poi estese a fatti analoghi anche in leggi speciali dopo la seconda guerra mondiale (legge 3 giugno 1949, n. 320).

c) Quando sono trascorsi due anni senza che si siano più notizie di una persona scomparsa a seguito di “un infortunio” (art. 60 n. 3 c.c.). Correttamente in dottrina si ritiene di dover dare al termine “infortunio” un significato generale comprensivo di fatti ed eventi anche naturali e quindi un incendio, un naufragio, un'esplosione, una calamità naturale (alluvioni, inondazioni o terremoti) ed anche un sequestro di persona (Trib. Oristano, 31 maggio 1983). Ipotesi specifiche di infortunio sono regolate dal codice della navigazione, nei casi di scomparsa di passeggeri da bordo di una nave o di un aereo, con o senza naufragio della nave o perdita dell'aereo. Va segnalato anche l'art. 3, D.L. 5.12.1980, n. 799, convertito con la legge 22.12.1980, n. 875, con riguardo alle persone scomparse da più di un anno a seguito del sisma del novembre 1980.


[1] Cfr la voce ASSENZA

Gianfranco Dosi
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