Tutte le sentenze
All'interno dell'indice troverai tutti i dettagli riguardanti le sentenze integrali pubblicate su Lessico di diritto di famiglia.
Eredità (beneficio d'inventario)
E
La mancata redazione dell’inventario da parte della persona giuridica chiamata all’eredità non comporta la perdita del diritto di accettazione, purché riproposta entro il termine di prescrizione ovvero entro il termine fissato dal giudice ai sensi dell'art. 481 c.c.
Cass. civ. Sez. II, 27 maggio 2019, n. 14442

L'inefficacia giuridica della dichiarazione di accettazione beneficiata, non seguita dalla tempestiva redazione dell'inventario, non esclude che, entro il termine di prescrizione e salva la scadenza del termine fissato ai sensi dell'art. 481 c.c., l'ente chiamato all'eredità possa nuovamente dichiarare la sua accettazione con beneficio d'inventario.

Testamento (revocazione per sopravvenienza di figli)
T
Va revocato il testamento per sopravvenienza dei figli anche quando la dichiarazione giudiziale di paternità o la proposizione della relativa azione intervengano dopo la morte del de cuius a prescindere dalla sua consapevolezza circa l'esistenza del figlio
Cass. civ. Sez. II, 21 maggio 2019, n. 13680

La sopravvenienza di figli, idonea a giustificare la revoca del testamento, ricorre anche quando venga esperita vittoriosamente nei confronti del testatore l'azione di accertamento della filiazione, senza che abbia alcun rilievo che la dichiarazione giudiziale di paternità o la proposizione della relativa azione intervengano dopo la morte del de cuius, né che quest'ultimo, quando era in vita, non abbia voluto riconoscere il figlio, pur essendo a conoscenza della sua esistenza.

Sospensione del giudizio civile (rapporto tra giudizio penale e giudizio civile)
S
La sospensione del giudizio civile ai sensi dell'art. 75 c.p.p., non si applica qualora il danneggiato proponga azione risarcitoria nei confronti del danneggiante e dell'impresa assicuratrice della responsabilità civile successivamente alla pronuncia di primo grado intervenuta nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato
Cass. civ. Sez. Unite, 21 maggio 2019, n. 13661

In tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previstidall'art. 75, comma 3, c.p.p., che rispondono a finalità diverse da quella di preservare l'uniformità dei giudicati, e richiedono che la sentenza che definisca il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente previsto dagliartt. 651, 651-bis, 652 e 654 c.p.p., vanno interpretati restrittivamente, di modo che la sospensione non si applica qualora il danneggiato proponga azione di danno nei confronti del danneggiante e dell'impresa assicuratrice della responsabilità civile dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato.

Maltrattamenti in famiglia
M
Ai fini della configurazione del reato di maltrattamenti in famiglia non è richiesta necessariamente una  stabile convivenza con la vittima degli abusi. Le sporadiche reazioni aggressive della stessa vittima non sono idonee ad escludere lo stato di soggezione psicologica in cui versa
Cass. pen. VI, 9 maggio 2019, n. 19922

In tema dimaltrattamenti in famiglia, l'art. 572 c.p.è applicabile non solo ai nuclei familiari fondati sulmatrimonio, ma aqualunque relazione sentimentaleche, per la consuetudine dei rapporti creati, implichi l'insorgenza di vincoli affettivi e aspettative di assistenza assimilabili a quelli tipici della famiglia o della convivenza abituale. Ragione per cui il delitto è configurabile anche quando manchi una stabile convivenza e sussista, con la vittima degli abusi, un rapporto familiare di mero fatto, caratterizzato dalla messa in atto di un progetto di vita basato sulla reciproca solidarietà ed assistenza.


In tema di maltrattamenti in famiglia, lo stato di inferiorità psicologica della vittima non deve necessariamente tradursi in una situazione di suo completo abbattimento, potendo consistere anche in un avvilimento generale conseguente alle vessazioni patite, senza che sporadiche reazioni vitali ed aggressive da parte della stessa possano escluderne lo stato di soggezione, a fronte di soprusi abituali (Sez. 3, n. 46043 del 20/03/2018, Rv. 274519).